Tuesday, March 24, 2009

Campionato Provinciale Allievi

Sportin Club Vico del Gargano- Nuova Gioventù Vieste 6 – 2
Nuova Gioventù: Grima, Delli Santi, Di Mauro, Tatalo, Fezga, Impagnatiello, Sicuro N(dal 39’Zillo., Prencipe, Stefania, Del Duca(dal60’ Curatolo),Sicuro A. a disp.Vario all.Ranuschio L.
Reti al 28’ Baldassarre, al 40’Zillo, al 7’, 14 e 16 Biscotti, al 30’ e 35’ Murgolo e al 38’Sicuro A
La Nuova Gioventù sta con la testa altrove, dove non si sa, la squadra scesa in campo sabato sembrava pensare ad altro, troppi gli errori e troppe le amnesie in mezzo al campo per non dire altro. Basti pensare che le reti con le quali i padroni di casa hanno conquistato i tre punti, sono nate da errori di disimpegno commessi dai giocatori viestani, i quali hanno letteralmente regalato agli avversari la palla. E la squadra di casa ne ha approfittato con puntualità. La Nuova Gioventù, a parte gli errori, ha perso la gara proprio sul piano del gioco. Ha concesso agli avversari larghe fette del campo, dove il Vico giostrava con bravura, su un terreno, al limite della praticabilità e con condizioni atmosferiche da lupi, affidando la maggior parte delle sue sortite in avanti a Biscotti. Il numero nove locale, giocando da punta fissa, non solo ha distribuito palloni a tutti i compagni, ma ha anche finalizzato da par suo la manovra. Già dalle prime battute di gioco, i locali, fanno capire di fare sul serio con un sinistro di Murgolo alle stelle e una punizione di Masella deviata dalla barriera. I ritmi sono da battaglia e ne approfittano i padroni di casa, in vantaggio al 28’ con Baldassarre che scaraventa alle spalle di Grima un appoggio all’indietro della retroguardia ospite. La Nuova Gioventù sotto di una rete sembra in balia degli avversari, ma , prima del rientro negli spogliatoi, una rasoiata di Zillo dal limite, appena subentrato a Sicuro N., sorprende il portiere di casa ristabilendo la parità. La ripresa, si spera, da parte dei tifosi della Nuova Gioventù, possa essere ben diversa dai primi quarantacinque minuti ma lo è soltanto la povertà di idee dei viestani. Il portiere avversario non è impegnato in alcun intervento, anzi, è Grima a dover fare gli straordinari. Dopo sette minuti, Biscotti entra in percussione in area, tira e il portiere para ma lascia lì la palla e Murgolo ribatte in rete. Il vantaggio sembra mettere le ali al Vico che pare in grado di poter disporre a suo piacimento dell’avversario, aiutata anche da un pubblico che ha improvvisamente ritrovato l'entusiasmo. Al 14° arriva il terzo gol dei locali. E' ancora una volta Murgolo che attira su di se i difensori, e libera tutto solo di fronte a Grima Biscotti, il quale non ha difficoltà a mettere alle spalle dell'incolpevole portiere viestano. Che deve capitolare altre tre volte sotto i colpi di Murgolo e Biscotti. La partita si spegne lì e la Nuova Gioventù non ha nemmeno la forza di reagire affidandosi ai nervi e alla rabbia. I cambi effettuati da Mister Ranuschio non hanno inciso. Curatolo, subentrato allo spento Del Duca, si è fatto vedere soltanto per qualche serpentina senza esito concreto. Al 38’ Sicuro A. accorcia le distanze . La Nuova Gioventù a questo punto, non ha più nulla da dire ed i locali possono entrare, a gara conclusa, cantando a squarciagola negli spogliatoi per festeggiare la conquista, ai danni dei viestani, del secondo posto nel campionato.
Grima 5 Incolpevole sui gol, non appare tuttavia molto sicuro. Esce dal campo semi congelato. Giornata grigia
Delli Santi 5 Va in affanno quando la squadra avversaria si fa pericolosa. Sembra un po` incerto e il suo contributo alla difesa non e` efficacissimo. Svagato
Di Mauro 5 Tornava in campo dopo un mese di fermo, prestazione non proprio brillante, ma puo’ capitare. Sbaglia anche le cose piu’semplici ed è lui il primo ad essere critico con se stesso.
Tatalo 5,5 Cerca di aiutare la squadra nei momenti difficili e non si risparmia. Cuore di capitano.
Fezga 5 Soffre la rapidita` di Biscotti, lo perde completamente di vista sui gol e in altre situazioni. Poco concentrato
Impagnatiello 5+ Sembra essere il migliore della difesa bianco-azzurra, quando ha potuto ci ha messo sempre una pezza. Nervoso
Sicuro N. 5 Non ha il ritmo partita nelle gambe e si vede. Arranca parecchio nel rincorrere i centrocampisti del Vico. Evanescente.
Prencipe 5,5 Giocate di gran classe mescolate a qualche errore di troppo dovuto ad un`eccessiva frenesia. Segna una rete che l’arbitro annulla non si sa ancora perché. Maratoneta
Stefania 5 Moto perpetuo in mezzo al campo, tenta spesso di trovare la porta con poca fortuna. Cartucce a salve
Del Duca 5 Partita di qualità` a centrocampo. Cerca di rompere i fraseggi dei centrocampisti locali, ma non disdegna qualche intervento offensivo. Il terreno di gioco lo penalizza molto. Leggero
Sicuro A. 5,5 Ranuschio lo schiera per dare fastidio alla difesa del Vico, ma a parte un grande movimento senza palla, non riesce a dare profondita` ai viestani. Sfinito, riesce ha timbrare il cartellino negli ultimi minuti. Lodevole
Curatolo 5 Gara non sufficiente la sua. Prova a dare una mano in fase di costruzione del gioco, ma non riesce a dare un contributo efficace. Sottotono
Zillo 5,5 E` indubbiamente uno dei migliori in campo. Sia in positivo che in negativo. Le tre palle gol piu` nette per la Nuova Gioventù (due tiri fuori di poco e un gol) vedono un solo protagonista: la punta improvvisata.

Saturday, March 07, 2009

Una lettera per riflettere


Lettera inviata da alcune società sportive ai genitori dei bambini iscritti, con l'obiettivo di dare uno spunto di riflessione e di diffondere tra le famiglie una sana mentalità della pratica sportiva.
Caro papà, lo sai papà che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando ti sei arrampicato sulla rete di recinzione, urlando contro l'arbitro? Io non ti avevo mai visto così arrabbiato! Forse sarà anche vero che lui (l'arbitro) ha sbagliato; ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente. Anche se ho perso la partita "per colpa dell'arbitro", come dici tu mi sono divertito lo stesso. Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che se non griderai più, l'arbitro sbaglierà di meno... Papà, capisci, io voglio solo giocare, ti prego, lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire; "tiraaa", "passaaaaa", "fai tutto da solo", "buttalo giù". Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l'arbitro e gli avversari e di essere sempre educato... E se "buttassero giù" me, quante parolacce diresti? Un'altra cosa, papà: quando il mister mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti. Io mi diverto anche a guardare i miei amici, stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è giusto far giocare tutti (come dice il mio mister). E per piacere insegnami a pulire le mie scarpe da calcio. Non è bello che tu lo faccia al posto mio, ti pare? Scusami, papà, ma non dire alla mamma al ritorno dalla partita: "oggi ha vinto" o "ha perso"; dille solo che mi sono divertito tante e basta. E poi non raccontare, ti prego, che ho vinto perché ho fatto un goal bellissimo: non è vero papà! Ho buttato il pallone dentro la porta perché il mio amico mi ha fatto un bel passaggio, il mio portiere ha parato tutto, perché assieme agli altri miei amici, ci siamo impegnati moltissimo: per questo abbiamo vinto (ce l'ha detto il mister). E ascoltami papà: al termine della partita, non venire nello spogliatoio per vedere se faccio la doccia o se so vestirmi. Che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà devo imparare da solo! Sta sicuro che diventerò grande anche se avrò la maglietta rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone: vedi? C'è stampato il nome della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a pallone. Non prendertela papà se ti dico queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene... ma adesso è già tardi. Devo correre al campo per l'allenamento. Se arrivo tardi il mio "mister" non mi farà giocare la prossima volta... Ciao!

Io pago la quota di iscrizione e quindi...


E’ sufficiente pagare una quota d’iscrizione per avere il diritto di giocare o di giocare sempre? Il diritto al gioco e, soprattutto, al divertimento, prescinde dal pagamento della quota o retta d’iscrizione che il genitore corrisponde all’inizio od in corso di stagione al sodalizio sportivo. Mentre il diritto al gioco ed al divertimento deve sussistere sempre, specie nelle categorie giovanili, il versamento delle tasse d’iscrizione consente al sodalizio di poter essere messo in condizione di svolgere, grazie anche ad altri contributi, la propria attività sociale e sportiva, senza tuttavia fornire alcuna garanzia per l’impiego in campo o in un ruolo o per un determinato “minutaggio”. Se un genitore ci pone tale obiezione, a causa del ridotto impiego del proprio ragazzo durante le partite, possiamo ragionevolmente dedurre che limiti e riconduca ad una mera quantificazione monetaria l’offerta sportiva e educativa: pago, quindi pretendo! Appare alquanto difficile cercare di modificare il modo di pensare di chi, a volte anche con sacrifici per pagare la quota del proprio figlio, è pur sempre convinto di far nascere un diritto dal pagamento di una somma di denaro. Se la “smonetizzazione” del ragionamento sarà estremamente difficoltosa, preferibile, piuttosto, verificare la qualità del percorso educativo e formativo effettivamente proposto all’allievo (coinvolgimento e partecipazione attiva in tutte le attività, valori, cultura sportiva, socialità, imparzialità….): in tal caso non avremo nulla da rimproverarci ed è proprio su questa qualità ed efficienza che potremmo fare riferimento nel confutare la motivazione del nostro interlocutore.

L’importanza di…partecipare


A cominciare dalla categoria dei Pulcini, il bambino di otto anni che proviene dalla categoria Piccoli Amici, in cui i confronti avvengono solo sotto forma di manifestazioni comprendenti giochi a confronto, si affaccia per la prima volta ad una partita “vera”. In questo periodo così delicato e particolarmente favorevole all’apprendimento (la cosiddetta “età dell’oro”), non ci stancheremo mai di ripetere l’importanza di far giocare TUTTI i bambini a disposizione di ogni singola squadra, proprio perché è un loro diritto partecipare e divertirsi. All’uopo la Federazione stabilisce che gli incontri debbano comporsi di tre tempi, specificando che tutti gli iscritti alla lista partecipante alla partita stessa debbano giocare almeno un intero tempo dei primi due, con la possibilità di utilizzare il cosiddetto “cambio volante” nella terza frazione di gioco, giocando quindi due terzi della gara. Lo scendere in campo è elemento estremamente importante per la formazione del bambino, anche quelli, come li definisco io, “meno predisposti per l’attività calcistica”. Questi innanzitutto si sentiranno parte integrante della squadra e in qualche modo al pari di tutti i compagni, traendone senza meno un beneficio psicologico che aumenterà sempre più la loro autostima e quindi la loro motivazione intrinseca (cioè quella spinta interiore che sostiene l’impegno in un’attività in cui si traggono delle soddisfazioni da ciò che si fa). Tutto questo innescherà la voglia di apprendere tutti i gesti e le situazioni legate al gioco del calcio, in quanto il bambino diventa consapevole di quanto appreso e di cosa deve fare per migliorare ulteriormente.

“L’ALLENATORE” nel settore giovanile


Navigando in rete, tra i vari siti specializzati sul calcio, ho scovato un articolo che mi ha particolarmente colpito ” IL CODICE ETICO DEGLI ALLENATORI”, che mi ha fatto riflettere sul ruolo che svolgiamo noi come allenatori nei confronti dei nostri ragazzi.Mi sono permesso di proporvelo perché dopo anni che calpesto i campi di calcio, mi sono reso conto che proprio noi allenatori (e spesso anche coloro che la domenica ci accompagnano, dirigenti, genitori, ecc….) in certe circostanze presi dall’ansia della prestazione o peggio del risultato, ci lasciamo andare a degli atteggiamenti poco consoni al ruolo che svolgiamo dimenticandoci, che i nostri ragazzi ci ergono a modello da predere come esempio, e non trasmettiamo più loro i principi fondamentali che sono alla base d’ogni sport e quindi del Calcio, come appunto la Sportività, la Civiltà, il Rispetto, il FAIR-PLAY, che vanno ben oltre il singolo risultato sportivo. Infondo il Calcio è un giuoco che va interpretato proprio per la funzione per cui è stato inventato “Almeno nel settore giovanile”, e che appartiene sì a noi, ma soprattutto ai nostri ragazzi, che lo praticano e che non necessariamente dovranno diventare i Maradona del futuro, ma avranno la consapevolezza di aver arricchito sotto l’aspetto fisico e psicologico il proprio bagaglio personale che porteranno con loro per tutta la vita. La mia non vuole essere assolutamente una morale anche perché, probabilmente non credo neanche di essere la persona più qualificata per farla, e spero che nessuno me ne voglia, ma solamente una riflessione spontanea che mi è venuta dopo aver letto l’articolo e così come mi è venuta ve la propongo…….. Un saluto a tutti.
IL CODICE ETICO DEGLI ALLENATORI:
1. L’importanza del risultato non dovrebbe mai mettere a repentaglio la salute o l’integrità fisica dei giocatori. La vittoria non è altro che il risultato della preparazione tecnica, tattica, fisica e psicologica della squadra. Questi valori non si devono mai sacrificare per aumentare il proprio prestigio personale.
2. Il gioco del calcio non deve mai impedire al giovane di ottenere buoni risultati sotto il profilo scolastico; insieme alla famiglia ed alla scuola l’allenatore dovrebbe avere un ruolo attivo nell’educazione dell’individuo.
3. L’allenatore deve sempre rispettare, difendere ed insegnare ai propri allievi le regole del gioco del calcio, non deve per nessuna ragione cercare di ottenere vantaggi attraverso l’insegnamento consapevole di comportamenti antisportivi.
4. La diagnosi ed il trattamento degli infortuni sono un problema medico, di conseguenza gli allenatori devono fare in modo che vengano trattati da personale qualificato. Affidare giocatori a personale non qualificato o peggio ancora formulare personalmente diagnosi o consigliare terapie è un comportamento da evitarsi. Allo stesso modo devono astenersi dal prescrivere medicinali che, peraltro possono essere prescritti solo da personale medico.
5. Gli allenatori sono responsabili del comportamento dei propri giocatori ed hanno il dovere di stigmatizzare tutti gli atteggiamenti antisportivi; per questa ragione il fair-play andrebbe sempre incoraggiato sia nelle sedute di allenamento che durante le gare.
6. Gli allenatori dovrebbero mettere gli arbitri nelle condizioni di svolgere la propria opera il più serenamente possibile attraverso un atteggiamento rispettoso e corretto evitando inoltre di incentivare comportamenti negativi dei propri giocatori nei confronti del direttore di gara.
7. Gli allenatori devono evitare atteggiamenti dissenzienti nei confronti ed aggressivi nei confronti della panchina avversaria.
8. Gli allenatori hanno il dovere di dare sempre il massimo ai propri giocatori, hanno perciò il dovere mantenersi aggiornati attraverso testi, corsi e tutto ciò che il mercato propone. E’ necessario ampliare continuamente le proprie nozioni tecnico-tattiche, fisiologiche, medico-sportive e psicologiche.
9. Un allenatore ha sempre qualcosa da imparare da un collega, per questa ragione visitare allenamenti e confrontarsi con un altro allenatore è da considerarsi fonte di aggiornamento.