Monday, July 03, 2006

La Medicina nello sport

Si vogliono descrivere in questo capitolo quadri clinici conosciuti nell’ambiente sportivo come distrazione, stiramento e strappo muscolare. In realtà questi termini, comunemente utilizzati negli stadi e negli spogliatoi, non rappresentano altro che gradi diversi di un’unica lesione caratterizzata dalla rottura di un numero variabile di fibre muscolari. Le sedi preferite dalle lesioni muscolari acute sono in genere gli arti, soprattutto quelli inferiori; più raramente la muscolatura del tronco. L’abbondante vascolarizzazione del muscolo scheletrico determina, in occasione di una lesione, la fuoriuscita di una certa quantità di sangue; nei casi lievi il sangue rimane localizzato all’interno del ventre muscolare, mentre nei casi più gravi si superficializza distendendo la fascia muscolare costituendo veri e propri ematomi. Le fibre interrotte hanno scarso potere di rigenerazione, per cui il processo di riparazione avviene con formazione di tessuto cicatriziale le cui proprietà elastiche sono ovviamente inferiori a quelle del tessuto muscolare.
Da questi fattori fondamentali derivano alcune considerazioni terapeutiche comuni a tutti i gradi delle lesioni muscolari acute, l'assoluta proibizione di applicare qualunque forma di massaggio o di manipolazione nonché qualunque fonte di calore. Tutti questi interventi sono controindicati in quanto, lungi dal favorire il riassorbimento dell’ematoma, ne determinano viceversa l’organizzazione e l’evoluzione verso ossicalcificazioni intramuscolari circoscritte.
una volta ottenuta la formazione della cicatrice è opportuno procedere alla rieducazione funzionale mediante esercizi di allungamento (stretching) eseguiti allo scopo di elasticizzare, per quanto possibile, il tessuto di riparazione.
nonostante tutte le possibili precauzioni la presenza, nell’interno di un muscolo intensamente sollecitato, di un tessuto con caratteristiche funzionali così diverse da quelle proprie della fibra muscolare (contrattilità, elasticità, resistenza meccanica) espone di per sé all’eventualità di "recidiva". E’ per questo motivo che non è mai consigliabile accelerare troppo i tempi di recupero.
Distrazione muscolare
E’ la forma più lieve di lesione muscolare acuta: solamente poche fibre sono danneggiate e il danno anatomico è quindi modesto. Il dolore, in questi casi, compare spesso al termine dell’impegno sportivo (partita o allenamento) o, addirittura il giorno seguente.
La caratteristica del dolore, localizzato sempre a livello del ventre muscolare, è quella di accentuarsi sia con la contrazione attiva sia con lo stiramento passivo del muscolo stesso. La diagnosi si pone interrogando l’atleta sulla comparsa del dolore ed i caratteri dello stesso, nonché sull’esame obiettivo.
Questo dovrà ricercare esattamente la sede del dolore, confermare la sua accentuazione nella contrazione contro resistenza e nelle manovre di "allungamento" del muscolo interessato; dovrà inoltre individuare la presenza eventuale di una zona di indurimento in corrispondenza del punto doloroso, espressione della contrattura (antalgica) delle fibre muscolari circostanti la sede della lesione. L’indagine teletermografica può costituire un utile complemento diagnostico confermando l’esistenza di una zona calda nel contesto del ventre muscolare.
La terapia si basa sul riposo per la durata di alcuni giorni (generalmente dai 4-5 ai 12-14), sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori e miorilassanti e sulla gradualità nella ripresa dell’attività sportiva.
Stiramento muscolare
E’ la forma di media gravità con interessamento di un più elevato numero di fibre muscolari. Il dolore risulta molto acuto e compare nel corso di una violenta contrazione del muscolo, associato spesso alla sensazione propria di un "allungamento" del muscolo stesso.
Il dolore è accompagnato da una più o meno grave impotenza funzionale ("a caldo" comunque non è infrequente che gli atleti riescano a portare a termine la gara o l’allenamento mentre alla fine dello stesso la sintomatologia dolorosa risulta più invalidante). Le caratteristiche del dolore e l’obiettività sono simili a quelle delle distrazioni muscolari, anche se più evidenti e più gravi, come pure la "zona calda" rilevata dalla termografia è generalmente di maggiore dimensione.
La terapia segue i canoni di tutte le lesioni muscolari acute con un periodo di riposo più lungo (14-30 giorni) ed una attenta rieducazione funzionale prima della ripresa agonistica. Utili possono essere i preparati antinfiammatori e miorilassanti e le pomate di tipo Essaven gel applicate per impacco (non per massaggio!) allo scopo di accelerare il riassorbimento dell’ematoma.
Strappi
Nello strappo muscolare il considerevole numero di fibre lese comporta l’interruzione anatomica del muscolo, percepibile alla palpazione come un avvallamento o uno scalino nel contesto del ventre muscolare.
Il dolore compare durante una violenta contrazione del muscolo ed è di intensità tale da provocare sempre l’assoluta impotenza funzionale. Dal punto di vista obiettivo, oltre al già citato "scalino", si rende sempre evidente un ematoma dolente alla palpazione. La teletermografia mette in evidenza un’ampia area ipertermica. La terapia si basa essenzialmente su un lungo periodo di riposo (1-2 mesi) ed in alcuni casi si rende addirittura necessaria inizialmente l’immobilizzazione in apparecchio gessato per 15-20 giorni. La ripresa dell’attività atletica deve essere estremamente cauta; talvolta è resa difficile dalla presenza di una voluminosa cicatrice che può essere fonte di calore anche a distanza di tempo. La forma più grave di strappo muscolare è la rottura sottocutanea di un muscolo, cioè l’interruzione completa di tutto il ventre muscolare. Questa lesione richiede un trattamento chirurgico entro i primissimi giorni. Vale la pena di sottolineare che la prognosi delle lesioni muscolari acute più gravi (strappi e rotture sottocutanee) è da considerarsi riservata per quanto riguarda il pieno recupero sportivo; ciò anche quando un corretto trattamento viene instaurato fin dall’inizio e proseguito nel tempo.

No comments: